
Il Comitato di Conciliazione doveva discutere solo dell'emendamento 138.
Il resto del Pacchetto Telecom era già consolidato, non riaperto per la
conciliazione. Un accordo in questo senso risale al 6 maggio, quando il PP non era ancora al Parlamento Europeo. L'obiettivo quindi era di
piegare il Consiglio e gli Stati Membri, e una parte del Parlamento, ad accettare un testo che offrisse le stesse protezioni per i cittadini
dell'emendamento 138.
I Verdi, al cui interno vi è il PP, ALDE e una parte dei socialisti hanno ottenuto un articolo sostitutivo dell'emendamento 138 che rafforza
la protezione dei diritti fondamentali dei cittadini in rete, proibisce la risposta graduale e soprattutto sancisce che Internet è lo strumento
chiave per l'esercizio pratico di alcune libertà fondamentali. Si tratta di un concetto che per legge solo Finlandia e Spagna, in tutto il mondo,
hanno per ora riconosciuto. L'art. 1.3a sostanzialmente centra gli stessi obiettivi dell'emendamento 138 e va addirittura oltre, sebbene per farlo abbia dovuto ricorrere a dei sottili (anche se eleganti) espedienti legali.
L'articolo che sostituisce l'emendamento 138 riesce infatti a mitigare gli effetti deleteri degli articoli che autorizzano le discriminazioni sul traffico e minano la Net Neutrality.
Secondo una giurisprudenza piuttosto consistente della Corte Europea di Giustizia il concetto di "Stato Membro" (e i relativi obblighi) include tutti gli organi dello Stato intesi in senso ampio quindi il rivolgersi agli Stati Membri copre anche le autorità regolatrici per le telecomunicazioni perciò questo articolo è più ampio dell'emendamento 138.
E' un primo passo nel lunghissimo processo di protezione della Net Neutrality in
Europa, che non poteva certo essere attuato in 3 mesi da 1 parlamentare su 700.
Nel complesso si tratta di un passo importante nella giusta direzione.
Dal punto di vista dei cittadini, i fondamentali cambiamenti del Pacchetto dopo l'inserimento dell'art. 1.3a avrebbero reso più dannosa
la bocciatura del Pacchetto piuttosto che la sua adozione. Una caduta del Pacchetto avrebbe significato semaforo verde per le leggi di
risposta graduale in tutta Europa, tipo l'HAOPI2 in Francia,avrebbe lasciato campo spalancato alle telcos per le violazioni della NN, avrebbe lasciato nel limbo il riconoscimento di Internet come strumento chiave per l'esercizio delle
libertà fondamentali, che è un passaggio obbligato per raggiungere il riconoscimento dell'accesso a Internet stesso come diritto fondamentale.
In questo modo Engstrom, il Pirata al Parlamento Europeo, ha dimostrato grande responsabilità civile e politica nei confronti dei propri elettori e più in generale di tutti i cittadini europei. Votare contro il Pacchetto avrebbe significato gettare al vento tutte le conquiste di cui sopra e confermare l'ipotesi dei nemici del PP, secondo i quali il partito non sarebbe in grado di portare avanti un progetto politico di ampio respiro. Vista la carenza di argomentazioni, l'unica arma che hanno ora a disposizione i nemici
del PP al Parlamento Europeo, soprattutto quando arriverà l'altra Pirata Andersdotter, è far credere che il PP sia una banda di lunatici
estremisti sognatori con cui è meglio non confondersi. Quello che ha fatto Engstrom è mirabile anche perché contribuisce a smantellare questa visione.
L'impressione, da quello che si legge sulla stampa, è che in Europa stia sorgendo un movimento anti-partiti pirati che coinvolge anche la sinistra, smaniosa di sottrarre anche solo mezzo punto percentuale ai vari PP facendo credere che siano loro quelli adatti a difendere i temi cari al PP, mentre il PP sarebbe del tutto inadeguato. Quindi è necessario essere chiari per dimostrare che non siamo un manipolo di ragazzini scaricatori forsennati privi di senso sociale. Non siamo degli estremisti che intendono negare qualsiasi dialogo o soluzione e non intendiamo delegare ad altri la difesa dei temi che ci sono cari anche perché siamo coscienti che di questi tempi sarebbero suscettibili di scambio per altri obiettivi che chiaramente Noi non abbiamo. Il Telecom Package è ben lungi dall'essere quello che noi vogliamo, è lontano dall'affermare chiaramente la Neutralità della Rete, è lontano anche da quello che Obama sta ottenendo negli Stati Uniti. La Neutralità della Rete è un principio generale da affermare per il bene di tutti anche dei pochi che non la vorrebbero per i loro fini commerciali immediati.
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