dal sito di ScambioEtico: "nell’interrogazione orale al Commissario De Gucht, responsabile dei negoziati ACTA, durante la sessione plenaria nella tarda serata del 9 marzo, numerosi europarlamentari hanno usato parole forti. Ecco alcune frasi particolarmente significative:
Sayed Kamall: “Non possiamo continuare ad avere informazioni dai blog, abbiamo bisogno dei documenti”.
Christian Engstrom: “Riconosco al commissario il merito di aver portato i cittadini ad interessarsi della politica dell’Unione. I cittadini sono furiosi, perché vedono i loro interessi e diritti prevaricati dagli interessi delle grandi industrie. Vorrei ricordare al sig. Commissario che questo è un Parlamento, non uno zerbino”.
Eva-Britt Svensson: “Trovo preoccupante che il Commissario possa difendere segretezza e confidenzialità quando sono in gioco i diritti fondamentali dei cittadini. Fermate i negoziati finché tutti gli atti e i documenti non vengono resi pubblici. Questa è democrazia”.
Laurence Stassen: “ACTA viola il principio di sussidiarietà e alimenta una cultura di sospetto e segretezza. Vi riunite in una cucina puzzolente a porte chiuse per elaborare ricette velenose”.
Zuzana Roithova: “Se il Parlamento sarà messo di fronte ad un fatto compiuto, sarà costretto a rigettare ACTA”.
Jan Albrecht: “Se non avete la garanzia di rispettare il Trattato di Lisbona, abbandonate i negoziati. Lo scandalo è che il Trattato è violato fin dal 1 dicembre [giorno di entrata in vigore]“.
Patrick Le Hyaric: “Sig. Commissario, ci sta raccontando una favola. Trovo folle che la giustizia debba essere delegata ad attori privati. State mischiando imposizione dei diritti di proprietà intellettuali con violazioni dei diritti fondamentali”.
Emine Bozkurt: “Sig. Commissario, ha aperto un canale di comunicazione con il Commissario Reding? [Commissario per la Giustizia, i Diritti Fondamentali e la cittadinanza]”
Eva Lichtenberger: “Sig.
PIRATE FileSHARING PARTY

In un crescente clima di censura e controllo un pirata non rimane mai indifferente: issa le vele e si prepara all'arrembaggio di tutte le forme di limitazione.
Dopo l'approvazione dei ridicoli decreti Bondi e Romani, l'associazione di promozione sociale Partito Pirata risponde organizzando il PRIMO FILE SHARING PARTY D'ITALIA, giovedì 11 marzo alle ore 21 presso il FUSOLAB, in via Giorgio Pitacco, 29.
Non dimenticate le vostre pen-drive o hard disk esterni.
Verrano inoltre presentati dei seminari sulla gestione di un server e i relativi script per evitare che siano intasati da file coperti da diritto d'autore o file pedo-pornografici.
La serata è organizzata in collaborazione con i ragazzi di NINUX.ORG
Preparatevi! Il FILE SHARING PARTY sta arrivando...
Per ulteriori informazioni:
PARTITO PIRATA www.partito-pirata.it info@piratpartiet.it 06.83393456
NINUX www.ninux.org contatti@ninux.org
FUSOLAB www.fusolab.net info@fusolab.net 06.2754160
<!-- Images -->
Google condannato per aver permesso che alcuni imbecilli diffondessero in Rete, attraverso la propria piattaforma, contenuti illeciti. I nostri amministratori si vantano di essere europeisti, in realtà sono solo euroisti, sostenitori dell'euro, non dell'Europa, tant'è che continuiamo, noi contribuenti, a pagare contravvenzioni comminateci dall'Europa, dovremmo attendere le motivazioni della sentenza ma già così si profila all'orizzonte un'altra condanna per violazione della Direttiva sul commercio elettronico 2000/31/CE, fedelmente implementata in Italia dal d.lgs 70/2003, che sancisono molto chiaramente la proibizione per gli Stati Membri di imporre agli intermediari un obbligo generale di sorveglianza sui contenuti immessi dagli utenti: Articolo 14
“Hosting”
a) non sia effettivamente al corrente del fatto che l’attività o l’informazione è illecita e, per quanto attiene ad azioni risarcitorie, non sia al corrente di fatti o di circostanze che rendono manifesta l’illegalità dell’attività o dell’informazione, o
b) non appena al corrente di tali fatti, agisca immediatamente per rimuovere le informazioni o per disabilitarne l’accesso.
Il paragrafo 1 non si applica se il destinatario del servizio agisce sotto l’autorità o il controllo del prestatore.
Il presente articolo lascia impregiudicata la possibilità, per un organo giurisdizionale o un’autorità amministrativa, in conformità agli ordinamenti giuridici degli Stati membri, di esigere che il prestatore ponga fine ad una violazione o la impedisca nonché la possibilità, per gli Stati membri, di definire procedure per la rimozione delle informazioni o la disabilitazione dell’accesso alle medesime.
Articolo 15
Assenza dell’obbligo generale di sorveglianza
Nella prestazione dei servizi di cui agli articoli 12, 13 e 14, gli Stati membri non impongono ai prestatori un obbligo generale di sorveglianza sulle informazioni che trasmettono o memorizzano né un obbligo generale di ricercare attivamente fatti o circostanze che indichino la presenza di attività illecite.
Gli Stati membri possono stabilire che i prestatori di servizi della società dell’informazione siano tenuti ad informare senza indugio la pubblica autorità competente di presunte attività o informazioni illecite dei destinatari dei loro servizi o a comunicare alle autorità competenti, a loro richiesta, informazioni che consentano l’identificazione dei destinatari dei loro servizi con cui hanno accordi di memorizzazione dei dati.

<!-- Images --> Creative Commons Italia è lieto di presentare l'animazione Volete Collaborare?, versione italiana del filmato divulgativo in inglese Wanna Work Together?.
dal sito di "Movimento Scambio Etico" di Paolo Brini
Il decreto Romani, definito anche “censura-Internet”, viola esplicitamente due Direttive e rappresenta un pericoloso precedente, all’interno dell’Unione Europa, che mira a bloccare lo sviluppo della società dell’informazione nonché a gettare sulle spalle degli intermediari un obbligo generale di controllo e l’onere della censura preventiva sui contenuti generati dagli utenti. ** **** **
Al momento sono Soci tutti coloro che si sono iscritti anche senza pagare la quota d'iscrizione ed hanno quindi diritto di voto.
Sono Soci coloro che sono in regola con una delle quote associative annuali:
I soci attuali che non hanno regolarizzato la quota saranno tenuti in considerazione come simpatizzanti.
Sarà possibile votare dalle ore 00:00 del giorno 10 febbraio fino alle ore 24:00 del 19 febbraio. Per votare è necessario aver effettuato il login con il proprio account. È possibile esprimere la propria preferenza una sola volta.
Abbiamo devoluto come Partito Pirata, oltre a quelle individuali, 100 euro a http://www.wikileaks.org/ per sostenere la loro iniziativa, ottimisti per vocazione i Pirati, una delle prime forme di democrazia e eguaglianza nella storia recente, preferiscono avere un porto sicuro dove approdare, un porto dove non sia possibile tacitare le voci di dissenso. Wikileaks è specializzato nella pubblicazione di informazioni e documenti coperti da segreto o comunque riservati, grazie a Wikileaks sono emersi scandali e malaffare che non avrebbero mai visto la luce, documenti che hanno permesso di informare l'opinione pubblica su manovre segrete e torbide.Per sostenere Wikileaks è sufficiente recarsi sul sito http://www.wikileaks.org/ ed effettuare la donazione. Invitiamo tutti a seguire il nostro esempio.
Agire SUBITO contro l'Accordo commerciale anti-contraffazione (ACTA)!
Ai Membri dei Partiti Pirata,
I negoziati sul trattato ACTA [1] stanno andando avanti. Le parti coinvolte, tra cui si possono trovare le maggiori potenze commerciali del mondo, vogliono ottenere un trattato commerciale valido su scala mondiale quanto prima possibile nel 2010.
Le leggi per la Rete di STEFANO RODOTÀ ![immagine][immagine]
L'ITALIA ha scoperto la Rete. Appena ieri era divenuta evidente per tutti la forza di Internet quando proprio da lì era partita l'iniziativa che era riuscita a portare in piazza un milione di persone per il "No B Day".
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